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archivio (1988)
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Specchio d'acqua
di Peter F.Strauss
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In una zona nella parte superiore della valle, con metodi radiestetici (cioè con bacchette da rabdomante) vengono cercate vene d’acqua corrente sotterranea e il loro corso viene reso visibile con materiale naturale, come per esempio segatura, calce, pietre.
In determinati punti di queste vene acquifere vengono poste pietre alte circa 180 cm. e larghe circa 40 cm. Queste pietre (si tratta di porfido della Val di Cembra), ben levigata su un lato, servono da specchio per la radiazione delle vene d’acqua. Esse vengono poste con un’angolazione di circa 45 gradi sulla superficie terrestre e riflettono la radiazione verticale delle vene acquifere, formando un cono di radiazione orizzontale che, rispetto alle vene acquifere, possiede una diversa polarizzazione.
Questa radiazione positiva può essere usata per favorire la crescita di determinate piante (querce, frassini, castagni, betulle, ecc.) Perciò nell’ambito del cono di radiazione devono essere piantati alcuni alberi giovani. Questi alberi modificano inoltre l’intensità dell’energia irradiata cosicché dopo qualche tempo il luogo può essere utilizzato dall’uomo per caricarsi di energia positiva (Yang). Le pietre possono essere poste in modo da formare un punto comune di intersezione nel quale le vene acquifere si riuniscono e si rafforzano reciprocamente. Il progetto specchio d’acqua persegue quindi più scopi che si potrebbero definire una manipolazione artistica della situazione energetica invisibile. L’intenzione è di introdurre forze risananti e armonizzanti nel disturbato equilibrio ecologico della natura (vedi morìa dei boschi, ecc.).
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Gli alberi della cucagna
di Claudio Costa
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Degli oggetti, delle ossa, dei bucrani, sono stati sepolti nel mese di maggio. Lunedì 12 settembre, abbiamo disseppellito tutte le cose sepolte. Quattro lunghi pali portano sulla cima una vecchia ruota di carro. A queste verranno attaccati degli oggetti e le cose uscite dalla terra.
La simbologia si rifà alle ruote di tortura del medioevo, sia ai pali di maggio, gli alberi della cuccagna, sui quali ci si doveva arrampicare per prendere le cose appese dalla morte (putrefatio) rinasce la vita (sublimatio) e viceversa, in un processo continuo come il mondo, lungo come il tempo.
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La forma della mia opera
di Ariane Epars
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La forma della mia opera a Sella risulta dal materiale scelto: pigne rosicchiate dagli scoiattoli.
Io uso la loro struttura, la loro essenza e la loro forma; questi residui sono parte del tutto.
Mi interessa il modesto, l’inosservato. Dare una forma a questi elementi è una possibilità per dare loro una nuova o altra vita per continuare un ciclo.
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ARTISTI CHE HANNO PARTECIPATO
- Maurizio Bonato
- Antonino Bove
- Mirko Bratu a
- Claudio Costa
- Cranach & Juco
- Jakob de Chirico
- Giuseppe Debiasi
- Ariane Epars
- Gert & Ruth Gschwendtner
- Dieter Kunerth
- Guido Mariani
- Jonier Marin
- Kurt Matt
- Claudia Papi
- Peter F. Strauss
- Andrea Zago
- Sergio Zandonella
- Duan Zidar
- Corrado Costa
- Antonio Porcelli
- Angelika Thomas
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