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archivio (1996)
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Arte e natura: tracce di una evoluzione
di Giovanna Nicoletti
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Nella più recente evoluzione del rapporto tra arte e natura l’artista perde il ruolo di protagonista assoluto: vi è lo spazio per una nuova promozione e percezione della natura, intesa come coscienza di una possibile esperienza estetica. Non più vissuta nella tradizione forma descrittiva di un paesaggio, la natura va scoperta e difesa come scrigno della memoria dell’individuo.
Essa si caratterizza come luogo dove il paesaggio naturale e la progettualità interrogativa possono esprimere segni di vitalità per il nostro tempo.
In Val di Sella è il bosco, in particolare, a ospitare i segni di questo itinerario. Sono segni che interpretano il trascorrere dei momenti attraverso il diverso intervento degli artisti. La loro traccia si manifesta nella elaborazione dei materiali e si confonde con il crescere del bosco: finisce per essere travolta da quella natura che crea e distrugge per poi rigenerare.
Nelle sue ultime edizioni l’esperienza di Arte Sella privilegia gli aspetti progettuali, creativi e documentativi rispetto alla facile decorazione. L’opera si definisce come modello di una dimensione molteplice, tesa tra complessità estetiche e antropologiche.
L’intervento umano sembra definire un percorso specifico dedicato alla memoria. Il ricordo è fonte di ispirazione, di affermazione e stato latente di definizione del lavoro.
La natura si trasforma l’opera appropriandosene: il suo significato è modificato dal trascorrere del tempo. Il suo segno, il suo esistere, mutano rendendo evidente l’evoluzione dalla pura apparenza all’esperienza del reale. Il rapporto tra arte e natura trova il proprio significato nel far vivere la memoria del luogo attraverso una interpretazione artistica personale, che nelle opere riflette un insieme di contenuti di respiro universale.
L’intervento viene esteso allo spazio, all’ambiente che diventa esso stesso icona. Gli artisti lavorano nella e con la natura, lasciando una loro traccia, che è pensiero e gesto assoluto, e che viene tradotta, documentata e conservata oltre il tempo, oltre lo spazio, oltre i luoghi dell’effimero.
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