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ARTE SELLA ARCHITETTURA



Il parco di Villa Strobele dal 2017 è il luogo dedicato al mondo dell'architettura internazionale, in collaborazione con il Politecnico di Milano.

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Fin dalla sua nascita di Arte Sella, la relazione tra l'abitare ed il paesaggio è sempre stata il cardine del processo di interpretazione e di dialogo con la natura da parte degli artisti. Interventi quali la Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri, Senza titolo 169 di Aeneas Wilder e Villaggio Vegetale di Luc Schuiten hanno contribuito ad avvicinare sempre più il mondo dell'architettura al progetto di Arte Sella. 

Il 2017 ha segnato un punto di svolta importante di questo processo con la nascita di Arte Sella Architettura, un progetto inedito che vedrà nel corso del tempo affiancarsi agli artisti architetti di fama internazionale. La consulenza scientifica nella scelta degli autori e la supervisione tecnica dei progetti sperimentali e delle varie opere sono state affidate al professor Marco Imperadori, Ordinario di Progettazione e Innovazione Tecnologica del Politecnico di Milano. Il dialogo tra Arte Sella e l’architettura è inziato con la presenza dell’architetto giapponese Atsushi Kitagawara, autore del Padiglione Giappone di Expo 2015, che ha presentato l’opera Forest Byoubu presso l’Area di Malga Costa.

Il 2018 ha visto due grandi architetti protagonisti ad Arte Sella.

L'Archistar Kengo Kuma, maestro giapponese che sta realizzando il nuovo stadio olimpico di Tokyo 2020, ha inaugurato l'opera Kodama presso Arte Sella. Il luogo scelto per celebrare il rapporto con l’architettura è Villa Strobele e il suo giardino, posto del cuore di Arte Sella nonché suo luogo di nascita nel 1986.
Kodama, che in lingua giapponese significa “lo spirito dell’albero”, è idealmente una sorta di “sfera”, definita da un unico elemento in larice massello locale, che si incastra come un rompicapo giapponese, come un grande gioco per bambini. Kodama è sviluppata in sinergia tra il Kengo Kuma Lab della Tokyo University, il Politecnico di Milano e d3wood per gli aspetti di modellazione digitale, prototipazione e test, e con Ri-Legno per gli aspetti di ottimizzazione costruttiva e taglio automatico CNC. Questa “natura geometrizzata” rispecchia pienamente la teoria della “particellizzazione” tanto cara a Kuma che scompone le proprie sagome complesse in unità costitutive. In questo modo, luce e penombra vengono esaltate secondo l’estetica giapponese tanto celebrata dal “Libro d’Ombre” di Junichiro Tanizaki, e mentre in Occidente i principi filosofici cardinali sono da sempre: terra, aria, acqua  e fuoco, in Asia - e in particolare in Giappone e nel pensiero Zen - vi è un quinto elemento, fondamentale: il Vuoto.

Michele De Lucchi, maestro italiano e grande amante del legno, ha presentato l'opera Dentro Fuori. L’opera richiama l’immagine del muro che può fungere come divisoria, che implica un ‘al di qua’ e un ‘al di là’. Il muro è però anche simbolo di protezione: all’interno dei muri delle nostre case ci sentiamo accolti e al sicuro, questi muri proteggono i nostri affetti e la nostra intimità: si può dire che senza i muri non esisterebbero i nostri ambienti di vita. Quando il muro si apre diventa cornice: porta che conduce in un altro ambiente, finestra su un paesaggio naturale o antropologico. La copertura dell’installazione è realizzata con scandole realizzate con la tradizionale tecnica a spacco, l’opera è interamente in larice proveniente dalla Valsugana.

Citando lo stesso architetto De Lucchi: “Il muro Dentro Fuori nasce all’aperto e definisce lo spazio aperto. Respira, lascia che la natura entri al suo interno, non crea ostacoli. È un’architettura libera e libera la mente di chi la percorre. Si muove intorno agli alberi senza intaccarli con la sua presenza, ma includendoli al suo interno. Ha tante aperture piccole e grandi che inquadrano il bosco e le montagne. È un muro nella natura che esalta la natura stessa, la rende più evidente, più amichevole, più a contatto con le proporzioni dell’uomo.”

Il progetto continua nel corso del 2019, con la presenza di due importanti architetti di richiamo internazionale che realizzeranno due installazioni presso il parco di Villa Strobele. 

 

 

 





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Foto Aldo Fedele, Giancarlo Dal Savio e Giacomo Bianchi
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