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Percorso espositivo

Stele di sella
Chris Booth, 1998-2000

Feci una visita introduttiva e di ricerca in Val di Sella e in Trentino nel luglio del 1997. La mostra “Ori delle Alpi” al Castello del Buonconsiglio (Trento) comprendeva alcune stele antiche di questa regione. Io le interpretai come primi simboli della fertilità.
Oggi, la mia risposta alla complessità degli interventi tecnologici dell’uomo nel nostro pianeta è lavorare con gli elementi base della vita. La sistemazione di alcuni aspetti della vita è essenziale per la sopravvivenza.
La “Stele di Sella” trae la sua ispirazione dai simboli della fertilità delle “stele”; dalla forma femminile vista nel bosco come una ferita cicatrizzata sulla corteccia di un faggio; dalla forma maschile nel tronco d’albero. La “Stele di Sella” è quindi una fonte di vita. All’interno, assieme a canne di granoturco (di un’azienda agricola locale), foglie e terra del bosco, sono state poste patate di ciclamino e semi di altri fiori selvatici e piante del bosco. Un giorno la scultura sarà fertile con piante e fiori che cresceranno tra le fessure della scultura di pietra.
Il luogo per il mio simbolo della fertilità è un cratere della prima guerra mondiale.